Il Liber Gomorrhianus di Pier Damiani:

 omosessualità e Chiesa nel Medioevo (*)

 

Il rapporto tra l'omosessualità e la Chiesa nel Medioevo è un problema che, fino ad oggi, ha suscitato scarso interesse fra gli storici. Lo studio più completo su questo aspetto è quello di John Boswell, Cristianesimo, tolleranza, omosessualità, pubblicato nel 1980. Questo lavoro, nonostante la formulazione di alcune tesi a volte troppo elaborate e militanti, ha il grande merito di fornire una quantità sterminata di fonti non solo greche e latine, ma anche ebree e arabe, oltre che in volgare. Fra queste fonti abbiamo rintracciato il Liber Gomorrhianus (LG) di Pier Damiani, ritenuto da Boswell il primo vero attacco all'omosessualità nel Medioevo. Infatti, prima di Pier Damiani, nessun scrittore cristiano aveva condannato apertamente l'omosessualità e, soprattutto, nessuno aveva mai denunciato il dilagare di questa pratica fra gli ecclesiastici. Quindi, per questa sua duplice novità, il LG costituisce un unicum nella letteratura cristiana medievale.
          
Prima dell'edizione del 1983 curata da Kurt Reindel,[1] il LG era conosciuto solamente nell'edizione settecentesca di Costantino Gaetani pubblicata nella Patrologia Latina[2] e l'unica traduzione in lingua moderna era quella inglese di Pierre Payer. Questa scarsità di studi sul LG, che ormai reclama a noi moderni la giusta attenzione negatagli dai suoi contemporanei, ci ha invogliati a intraprendere la nostra ricerca.
           
Per una migliore comprensione del testo, abbiamo dedicato i primi tre capitoli ad un'introduzione generale sul problema dell'omosessualità nell'esegesi dei testi biblici, nel primo Medioevo e nella letteratura penitenziale, allo scopo di tratteggiare l'ambientazione storica e dottrinale in cui si inserisce il LG.
            Il nucleo centrale del lavoro consiste nella traduzione (l'unica disponibile al momento [settembre 1996] in lingua italiana) e nel commento del LG, nonché nella formulazione di alcune ipotesi sui motivi che indussero Damiani a scrivere queste accuse e che, parimenti, spinsero i pontefici riformatori a sopprimere il libro.
           
Lo scopo del nostro lavoro è di dare una visione d'insieme delle problema
tiche suscitate dal LG. Per questo motivo ci siamo soffermati sugli ipotetici insuccessi del libro e sul commento al testo, consapevoli, comunque, di tralasciare altri aspetti altrettanto importanti e di non esaurire tutti gli argomenti offerti da un'opera così ricca di spunti di lavoro.


[1] K. Reindel, Die Briefe des Petrus Damiani, I-IV, München 1983-1993 (MGH, Epistolae, II: Die Briefe der deutschen Kaiserzeit, I-IV). Il LG è edito nel I volume pp. 284-330 (epistola 31).

[2]
Petrus Damiani, Opusculum septimum. Liber Gomorrhianus ad Leonem IX Romanum Ponteficem, a cura di Costantino Gaetani, PL 145, 161-190.

 

Irene Zavattero © 2001
 


(*) Tesi di laurea in Storia della Filosofia discussa il 24 settembre 1996 presso la Facoltà di Lettere e Filosofia con sede in Arezzo dell'Università degli Studi di Siena.

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